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Bando produzione regionale Emilia-Romagna: assegnati 586mila euro a 15 nuovi progetti audiovisivi

18-10-2023

15 nuove opere audiovisive realizzate da imprese regionali, suddivise tra 9 documentari, 5 cortometraggi e un’opera cinematografica hanno ottenuto un finanziamento da bando per il sostegno alla produzione di opere cinematografiche e audiovisive destinato a imprese con sede in Emilia-Romagna che grazie a disponibilità residue ha assegnato 586mila euro.

Ammontano così a 897 mila euro i contributi assegnati ai 24 progetti sostenuti nell’anno 2023 sul bando a sostegno della produzione per le imprese regionali del cinema e dell’audiovisivo.

In questa seconda sessione si sono candidati 27 progetti e il lavoro istruttorio del nucleo di valutazione ne ha definito ammissibili al finanziamento 15. Vista l’ampia e qualificata partecipazione, in particolare sul Bando per il sostegno alla produzione destinato ad imprese con sede in Emilia-Romagna 2023, è stato deciso un successivo stanziamento di fondi, assegnando nel complesso in questa fine d’anno un sostegno economico a 15 progetti regionali.

 Ampio e variegato lo spettro delle opere selezionate in questa sessione, dal Nucleo di valutazione è composto da?Fabio Abagnato?(responsabile?Emilia-Romagna Film Commission), Silvia Sandrone (esperto dell’Istituto Luce Cinecittà, responsabile ufficio Media e del desk Europa Creativa Italia) e Luca Barra (esperto indicato dal Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna – Professore associato in Televisione e media digitali Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Informazione, culture e organizzazione dei media).

Le opere finanziate

Dal racconto ambientato in un paesino sperduto dove da anni non nascono più bambini de L’uovo, a Dance to the end of Love che segna il ritorno di Roberta Torre sul territorio con un racconto-diario della meglio gioventù trans tra anni ‘70 e ‘90.

Si passa poi al documentario prodotto da Sonne Film sui Gaznevada con Going underground e all’avventuroso viaggio di Giorgio Lolli considerato il padre della radio privata africana con Monsieur Lolli.

Il documentario di Carmen Silva, La maleta de Francisca, ripercorre il Cile di ieri e di oggi e il suo mondo idealmente senza confini attraverso la storia di Francisca e del suo esilio.

Tra le opere finanziate, il racconto di una figura importante nel mondo della scenografia cinematografica hollywoodiana con L’uomo che visse due volte. Storia dello scenografo Gino Pellegrini, dalla Via Emilia a Hollywood.

Un cortometraggio, Non qui, non ora, non io racconta la storia di Giorgio, affetto da disturbo ossessivo-compulsivo e della sua sorellastra Letizia alla quale è affidato.

Si prosegue poi con il racconto degli hikikomori con Vosot – A voice for Hikikomori di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino, opera che è stata sviluppata grazie al fondo sviluppo regionale.

Adriano Sforzi ci porta all’interno di una famiglia di circensi con Chapiteau – Una famiglia da circo.

Pupi Avati e Riccardo Marchesini insieme con Le stanze di Verdi ci fanno scoprire i luoghi cari al compositore parmense.

Sofia e Michele fratelli adolescenti si ritrovano dopo anni di rapporti ambigui osservati sempre da Mayu, il cane del nonno in Dove finisce la nostra storia.

Nel cortometraggio Sommersi si racconta invece l’estate folle di due quattordicenni che lanciano un sasso dal cavalcavia provocando un gravissimo incidente.

Enrico Masi con I 45 Giorni della Repubblica di Montefiorino propone la storia di tre sorelle orfane durante il secondo conflitto mondiale nelle zone dell’Appennino settentrionale occupato dai tedeschi.

In Dear Audience, Enrico Baraldi racconta invece la storia di due attrici, Yulia e Natalia scappate dalla guerra, impegnate a Bologna nel difficile tentativo di ricostruire una nuova vita come artiste.

Enza Negroni ci porta infine dentro il mondo di un importante fotografo modenese con il documentario Franco Fontana. Master of color.

(Mo.Sa.)