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Gli spettatori al centro dell’industria nel post pandemia: se ne è parlato al Filming Italy Los Angeles

01-03-2022

Nell’ambito della VII edizione del Filming Italy Los Angeles, si è svolto il webinar “Film, fiction, intrattenimento, documentari, animazione: in epoca di ‘post pandemia’, l’industria mette al centro gli spettatori”, in cui si è discusso di ripartenza dopo la pandemia e di cosa fare per riportare il pubblico in sala.

Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla cultura è intervenuta per introdurre il panel citando il cinema e audiovisivo come una delle grandi arti del nostro paese e uno dei motori dell’economia. La filiera, ha affermato la Borgonzoni, non è stata colpita tutta allo stesso modo dalla pandemia: “le sale cinematografiche, che venivano da una situazione sicuramente difficile, sono state colpite maggiormente e per più tempo”. Il governo si è mosso per fornire aiuti al settore, e per supportare gli addetti ai lavori dello spettacolo spesso oggetto i contratti “atipici”. Non va dimenticato che l’audiovisivo è un grande moltiplicatore economico occupazionale e turistico. “Il nostro cinema – ha concluso la Borgonzoni – rimane al top e lo dimostra la presenza di tanta italianità ai prossimi Oscar”.

Giancarlo Leone, presidente di APA ha posto l’accento su quanto l’audiovisivo sia stato centrale durante la pandemia. Ma se è cresciuto molto in termini produttivi, lo stesso non si può dire in termini distributivi. L’incremento della produzione è frutto di grande vitalità della produzione indipendente italiana, ma senza l’apporto del governo e del ministero della cultura tutto questo non sarebbe stato possibile. Nel guardare avanti va considerato che l’audiovisivo è sia scripted che unscripted: quest’ultimo consiste in un insieme di attività finora poco considerate in termini di potenziali interventi di potenziamento dell’industria.

Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction riprende i dati APA, che stimano che già nel 2024 l’investimento delle piattaforme digitali sul territorio italiano raggiungerà la quota di Rai. “Questo dimostra quanto sia importante confrontarsi costantemente col mercato in termini di qualità, budget e linguaggi e significa intercettare il futuro insieme ai colleghi del digitale”.

Andrea Scrosati per Fremantle, non può non menzionare il recente accordo con Cinecittà. L’Italia ha un substrato di talenti unici non solo nei mestieri più visibili, quelli che stanno davanti alla macchina da presa, ma anche nel settore tecnico, costumisti, attrezzisti, scenografi… A questo si aggiungano misure come il tax credit, che hanno reso l’Italia fortemente competitiva nel mercato internazionale.

Mario Lorini, presidente di ANEC, parla delle difficoltà delle sale, tra le più penalizzate dalle misure restrittive ed auspica che nel momento in cui ci saranno allentamenti delle misure restrittive che le sale non rimangano ultime. “È necessario dare spazio in sala per le opere che la meritano, non in concorrenza ma in convivenza con il percorso successivo che ciascuna opera è destinata a fare”.

Luigi Lo Nigro, presidente dei distributori ANICA, ricorda il momento d’oro della distribuzione nel 2019 e nei primi mesi del 2020, con il progetto del cinema in sala per 12 mesi. Il 2021 è stato peggiore rispetto a 2020 e nel 2022 la partenza ancora lenta. In più si assiste a grande confusione degli spettatori, che non sanno più cosa vedere in sala, cosa sulle piattaforme, cosa in contemporanea. Lo Nigro propone un "progetto giovani", a prezzo calmierato, per riavvicinarli al cinema e far loro scoprire la bellezza e l’importanza del grande schermo.

Maja Cappello, per l’Osservatorio europeo dell’audiovisivo, descrive le misure di aiuto al settore, ed usa le due parole chiave di accesso delle opere ai pubblici non nazionali e disponibilità, incoraggiandole ad oltrepassare il confine.

Conclude Nicola Borrelli, direttore generale DGCA, sottolineando il cambio di passo degli ultimi governi nel supporto e sostegno al settore, “che è finalmente riconoscimento pieno della sua importanza al punto di vista della crescita culturale, della coesione sociale, della crescita dei posti di lavoro, della diffusione dell’immagine del nostro paese nel mondo”. In poco più di 5 anni il fondo per l’audiovisivo è sostanzialmente moltiplicato per 5 e durante gli anni della pandemia gli interventi sono stati sostanziosi e relativamente veloci, provocando una crescita senza precedenti ma evidenziando alcune criticità, come i risultati non soddisfacenti della frequenza delle sale cinematografiche. Il governo dovrà intervenire sui sostegni economici, ma l’obiettivo non deve essere tornare al 2019 e primi due mesi del 2020, perché la frequentazione delle sale cinematografiche in Italia era insoddisfacente già molti decenni prima che la pandemia accelerasse questo processo. “Viaggiamo sui 100 milioni di biglietti dagli anni Novanta, senza alcun meccanismo di crescita”. “Viviamo la crisi come un momento di rottura col passato”, ma per passato non si intende quello immediatamente precedente alla pandemia ma tocca guardare molto più indietro.

(Monica Sardelli)